Il cosiddetto “blocco” è uno dei problemi di salute più comuni nei conigli da affezione. Consiste in un progressivo rallentamento della normale peristalsi gastro-intestinale, che può arrivare fino al completo arresto, per cui il cibo presente nel tratto gastro intestinale ristagna e va incontro a processi fermentativi che esitano in meteorismo. Ogni giorno moltissimi proprietari si rivolgono ai veterinari perché il coniglio è “in blocco” e moltissimi esprimono preoccupazioni per questo stato sui gruppi social: alcuni di questi coniglietti “bloccati” stanno bene dopo poche ore, mentre altri attraversano lunghe malattie e addirittura muoiono. Come è possibile che la stessa malattia possa presentarsi in forme così diverse?

La spiegazione sta nel fatto che il rallentamento gastrointestinale non è una malattia ma un SINTOMO, che derivare a molte cause diverse: dalla causa, e dalla terapia appropriata per la specifica causa, dipende la sorte del coniglietto in stasi. Vediamo quindi cosa si nasconde dietro questo sintomo così comune.

    • LA STASI GASTROINTESTINALE PRIMARIA dipende essenzialmente da carenza di fibra nella dieta. La fibra rappresenta lo stimolo principale alla motilità intestinale del coniglio. Diete povere di fieno e ricche di mangimi composti da miscele di semi e fioccati predispongono alla stasi gastrointestinale. Questo tipo di “blocco”, una volta molto comune, è adesso piuttosto infrequente per la capillare informazione sulla corretta nutrizione del coniglio da compagnia.
    • LA STASI SECONDARIA dipende dall’effetto deprimente la peristalsi dell’adrenalina: qualsiasi causa di liberazione di adrenalina può rallentare la peristalsi fino a fermarla completamente. Cambi di ambiente, introduzione di un nuovo coniglio o di un nuovo animale, qualsiasi condizione clinica che causi dolore, anoressia o difficoltà nell’assunzione di cibo sono fattori che possono indurre stasi: problemi di denti, ascessi, problemi respiratori, gastrite, parassiti intestinali, calcolosi renale o vescicale, pododermatiti.
    • LA STASI MECCANICA dipende dalla presenza di un corpo estraneo che ostruisce il passaggio a livello gastrointestinale come tricobezoari, pezzi di gomma o altro. E’ l’unica condizione che merita realmente il nome di “blocco” ed è decisamente la più seria.

Come riconosciamo un coniglio “in blocco”? Il primo, inconfondibile segno è che il coniglio smette di mangiare: a volte è ancora tentato dalle leccornie, molte volte nemmeno da quelle. L’altro segno caratteristico è la ridotta produzione di pellet fecali, che spesso sono piccoli e duri, quando non del tutto assenti. E’ molto importante notare se la produzione di “palline” è andata progressivamente diminuendo o se si è arrestata improvvisamente. Il coniglio di solito cambia comportamento, è letargico e poco responsivo agli stimoli e manifesta segni di dolore (bruxismo, addome premuto al suolo, rachide incurvato, aumento della frequenza respiratoria).

Regolarmente, i proprietari quando vedono questi sintomi si spaventano e molti ricorrono alla automedicazione, basandosi su consigli di sedicenti esperti del web: diversi tipi di promotori di motilità, antinfiammatori, antidispeptici, lubrificanti nonché alimentazione forzata vengono somministrati a questi conigli, con esiti molto disparati. In realtà questa è la scelta più sbagliata, perché a volte il “blocco” nasconde patologie molto gravi che lasciano solo alcune ore per intervenire efficacemente.

Molto meglio è contattare prontamente un veterinario esperto di conigli che saprà distinguere fra le stasi funzionali – quelle di primo e secondo tipo – che di solito rispondono bene alla terapia, e quelle invece meccaniche, che sono molto più gravi e che possono peggiorare con i farmaci in uso nelle altre.

Il veterinario valuterà: mucose, stato di idratazione, reazione alla palpazione dell’addome, e ausculterà il cuore, il respiro e i suoni addominali.  Molto probabilmente poi vi proporrà di prelevare un pochino di sangue – ne bastano poche gocce per misurare alcuni parametri chiave indicativi della gravità della situazione – e di eseguire una radiografia dell’addome. L’esame radiografico è veramente fondamentale e una visita di coniglio con stasi gastrointestinale senza almeno una radiografia va considerato incompleto. La “lastra” consente al veterinario di vedere – e di mostrare al proprietario – le dimensioni dello stomaco, il suo contenuto solido, liquido o gassoso, le condizioni delle anse intestinali, la presenza o meno di pellet fecali pronti per essere espulsi, come pure situazioni esterne all’apparato digerente ma che possono creare stasi, quali neoplasie uterine, calcoli renali o vescicali, liquido libero in addome.

Se visita, emogasanalisi e radiologia sono compatibili con una “semplice” stasi funzionale, il veterinario imposterà una terapia medica, mentre approfondirà per ricercarne la causa. Se il coniglio ancora un po’ mangia e passa un po’ di feci, la terapia potrà essere orale e di solito eseguita dal proprietario a casa. Una buona raccomandazione è quella di allenarsi, noi e il coniglietto fin da piccolo, a somministrare leccornie o critical care attraverso la siringa come fosse un gioco o una coccola: per questo tipo di blocchi l’alimentazione assistita con il Critical Care è fondamentale ed avere un coniglio già abituato fa la differenza!

Se invece il coniglio sta peggio, magari con lo stomaco dilatato e un meteorismo importante, seriamente disidratato e molto dolorante, la terapia per bocca non sarà sufficiente: anche perché i farmaci che finiscono in uno stomaco fermo rimangono lì e non possono essere assorbiti, quindi non funzioneranno. Per questi pazienti è indicato un ricovero  in clinica ed una terapia principalmente iniettabile. La prima cosa è la fluido terapia: sottocutanea o endovenosa, è fondamentale per ristabilire la corretta circolazione, l’equilibrio elettrolitico e l’idratazione del contenuto gastrico e intestinale. Il cibo che sedimenta nel tratto digerente fermo, infatti, si disidrata rapidamente e diventa duro, sempre più difficile da muovere. Seguono poi terapia del dolore – non necessariamente a base di meloxicam, che anzi può essere controindicato – terapia gastroprotettiva – per eventuali ulcere – e terapia pro cinetica, una volta che siano state escluse ostruzioni meccaniche.

Sarebbe infatti molto pericoloso somministrare farmaci che stimolano la motilità dello stomaco o dell’intestino ad uno stomaco o un intestino impossibilitati a muoversi per la presenza di una ostruzione meccanica: le forti contrazioni stimolate dai farmaci, oltre ad essere dolorose, possono causare la rottura del’organo e inevitabilmente la morte del paziente. I conigli con ostruzione meccanica trattati a casa con terapie faidate invariabilmente muoiono con grandi sofferenze.

La terapia antibiotica non è generalmente utile in caso di stasi gastrointestinale, anzi può essere controproducente perché altera ulteriormente la flora batterica: in alcuni casi il veterinario potrà scegliere di usare un antibiotico specifico contro le fermentazioni da clostridi, un tipo di batteri molto pericoloso che può moltiplicarsi nell’intestino del coniglio quando sta male.

Fondamentale sempre, a parte nelle stasi ostruttive prima di aver iniziato il trattamento, è l’alimentazione assistita con prodotti specifici ad alto tenore di fibra somministrati a piccoli pasti frequenti per stimolare la ripresa della peristalsi.

Purtroppo ci sono alcune situazioni in cui una semplice terapia medica non è sufficiente: quando siamo di fronte ad una ostruzione meccanica completa. In questi casi, non potendo il coniglio né vomitare né eruttare,  lo stomaco ed un tratto dell’intestino si gonfiano velocemente di gas e ciò causa un forte dolore e un rapido stato di shock. Quando si sospetta dalla visita e dalla radiografia una simile situazione, è importante iniziare rapidamente una terapia intensiva e confermare il sospetto tramite una ecografia addominale. Alcune ostruzioni si riescono a trattare decomprimendo lo stomaco con una manualità speciale e impostando poi una terapia medica molto efficace, ma altri richiedono un intervento chirurgico. Si tratta di una chirurgia delicata e rischiosa, ma a volte è l’unica chance per il coniglietto: siccome a volte poche ore fanno la differenza fra il successo e la morte, è importante non perdere tempo a cercare consigli su internet ma far visitare rapidamente i conigli “in blocco” soprattutto se i sintomi sono comparsi improvvisamente e peggiorano rapidamente.

Per finire, possiamo prevenire i blocchi?

  • Alimentazione corretta: ricca in fibra lunga, nutriente e povera in carboidrati
  • Ambiente low stress
  • Stimolazioni sociali e mentali adeguate: no conigli chiusi in gabbia ma liberi di muoversi in un ambiente con appropriati arricchimenti ambientali
  • Controlli regolari dal veterinario esperto, per monitorare lo stato di salute generale del coniglio, i suoi denti, il suo pelo ed altri fattori di rischio.

dott. Alessandro Melillo

Specialista in Patologia Aviare, del Coniglio e della Selvaggina
GP Cert "Exotic animals"