Negli ultimi anni si assiste ad un rapido incremento di popolarità delle grandi Ara come animali da compagnia, soprattutto di Ara ararauna per la maggiore disponibilità, ma anche di Ara chloroptera, Ara macao, Ara severa e vari ibridi. Queste specie, coloratissime, intelligentissime e indubbiamente affascinanti, pongono però seri problemi gestionali soprattutto per chi vive in città.

    

Per iniziare, conosciamo un po’ meglio il nostro futuro grande amico. Le Ara sono un gruppo di grandi pappagalli neotropicali, caratterizzati da aree facciali prive di piumaggio e dalla coda lunga come e più del corpo. Alcune tra le specie più famose (ararauna, macao, chloroptera) appartengono effettivamente al genere Ara, altre specie affascinanti come la Giacinto sono invece iscritte al genere Anodorhynchus e le meno conosciute “piccole ara” sono divise fra vari generi di più recente istituzione: nel linguaggio comune però tutte queste specie vengono chiamate “Ara”. Le varie specie sono diffuse in generale in America centrale e meridionale e in Messico: alcune sono ragionevolmente comuni ed anche adattate alla vita in ambienti antropizzati, mentre altre come la Giacinto, la Lear o la Spix, vuoi per la estrema specializzazione alimentare, vuoi per l’areale ristretto e la sensibilità al disturbo causato dalle attività umane, sono minacciate di estinzione. Il diverso status in Natura condiziona la disponibilità e quindi il costo degli esemplari in cattività.

Le Ara sono intelligenti, affettuose, giocherellone; ma anche esigenti, testarde, manipolatorie, a volte aggressive e soprattutto rumorose! Sono quindi animali da compagnia impegnativi e non dovrebbero essere acquistati d’impulso. Pensateci bene a prenderne una se:
- avete paura dei becconi
- avete paura anche dei becchi medi, se il pappagallo ha un carattere importante
- vi aspettate di essere voi, e non il pappagallo insieme a voi, a gestire la situazione
- se per voi la casa pulita e l’integrità dei mobili è importante
- se non comprendete la necessità di fornire costantemente materiale da distruggere e con cui intrattenersi nei momenti di riposo
- se non avete senso dell’umorismo
- e se non siete preparati a tutto questo per molti, molti anni, visto che sono pappagalli dall’aspettativa di vita di 40, 50 e più anni

Un’Ara è un animale impegnativo quando è normale, ma può diventarlo ancora di più se ha problemi comportamentali. Accelerare lo svezzamento, facendo soffrire la fame al pullo perché impari ad alimentarsi da solo, induce profonda insicurezza nel soggetto che crescerà diffidente, pieno di paure, iperdipendente dal proprietario, e propenso a reazioni immotivate a stimoli anche normali, oltre che ad autodeplumazione ed eccessiva rumorosità. In natura le grandi Ara ricevono cibo dai genitori fino ad un anno e mezzo, due e il loro lento sviluppo deve essere assecondato. E’ necessario anche consentire loro di imparare a gestire il volo, la podomanipolazione ed altre abilità per un tempo più prolungato rispetto ad altri pappagalli.
Teniamo presente anche che il carattere delle Ara varia nel corso degli anni: il piccolo dolce e affettuoso dei primi anni (e come abbiamo detto le Ara restano bambini a lungo) diventerà un adolescente che come tutti gli adolescenti metterà alla prova gli adulti per vedere dove può arrivare. Questo è il momento in cui bisognerà essere in grado di mantenere alcuni punti fermi pur lasciando al giovane la possibilità di esprimere i suoi comportamenti naturali.  Ancor più che con altre specie, per avere un rapporto sano e soddisfacente con un’Ara è consigliabile farsi seguire fin dall’inizio da un esperto, che sappia spiegare come funziona la mente di un grande pappagallo e non che si limiti a proporre esercizi di addestramento basati su premi e punizioni. Anche cosi, da adulte le Ara possono presentare fluttuazioni umorali, connesse soprattutto con lo stato ormonale, e conoscere bene il linguaggio del corpo aiuta ad evitare di essere beccati nei momenti pericolosi.  Le specie poi non sono tutte uguali. Le macao e le militaris, per esempio, sono abbastanza note per essere più temperamentali e nervose rispetto alla media – questo si nota anche fra i soggetti di una coppia – e quindi più reattive a stimoli negativi e meno propense a “perdonare” gli errori comunicativi e ad usare il becco inizialmente per difesa e poi, una volta capito il timore che suscitano, anche per ottenere ciò che vogliono. Questo non significa che non siano adatte ad essere tenute come pet, ma che bisogna essere consapevoli del loro carattere. Di converso, le ararauna e le chloroptera (come le Giacinto) sono di temperamento più stabile ed in generale più affidabili e forse più adatte ai neofiti, pur con tutte le cautele di cui sopra. Di cardinale importanza è anche una dieta corretta, perché il loro temperamento dipende molto anche dalla quantità di calorie, grassi e proteine che ricevono nei vari periodi dell’anno.
 

Molte specie di Ara in Natura sono onnivori opportunisti ed approfittano di svariate fonti alimentari: frutti carnosi e secchi (noci), baccelli e semi di Leguminose, semi, ma anche foglie, fiori, germogli, linfa di alberi e nettare di fiori, nonché una minima quota (1-4%) di proteine animali come insetti, lumache o piccoli vertebrati. In cattività devono quindi ricevere una dieta molto varia relativamente ricca di grassi rispetto ad altre specie. Naturalmente questa raccomandazione generica va adattata alle singole situazioni: il fabbisogno di grassi di una coppia in riproduzione in voliera esterna sarà chiaramente molto superiore rispetto a quello di in soggetto pet in gabbia in casa. Ciononostante possiamo individuare un protocollo alimentare di massima che potrà andare bene come base nella maggior parte dei casi, così formulato:

- ESTRUSO di qualità, ad alto tenore di grassi: esempio Harrison’s Power Treats, Harrison’s High Potency Coarse oppure Psittacus Alta Energia. Questo genere di prodotti fornisce una base alimentare equilibrata su cui possiamo lavorare per creare la dieta migliore per il nostro soggetto.
- CEREALI E VERDURE COTTI: orzo riso grano avena mais grano saraceno e pasta cotti insieme a zucchina carota broccolo peperone e fagiolini come pure diverse verdure a foglia, in una sorta di minestrone asciutto colorato.
- FRUTTA E VERDURE: privilegiando quelli più nutrienti come cocco, banana, papaia, mango, guava ma anche ogni sorta di frutta nostrana.
A questa formulazione base possiamo aggiungere in dose variabile a seconda del soggetto:
- MISCELA DI SEMI: ricca di semi oleosi come girasole, cartamo, canapa 
- LEGUMI fonte primaria di proteine: ceci, piselli, fave, lenticchie, azuki, fagioli cotti che possono essere integrati al misto cereali e verdure
- NOCI: noci, mandorle, nocciole, macadamia, noci del Brasile, sono tutte necessarie su base quotidiana per queste specie. La quantità andrà attentamente adeguata alle necessità del singolo soggetto o coppia, valutando età, stabulazione, livello di attività, fase riproduttiva e comportamento.

Una dieta così nutriente si riflette in un pappagallo attivo che ha bisogno di essere stimolato mentalmente e fisicamente su base regolare. Ricordiamo che le misure minime per la gabbia di un pappagallo richiedono che l’animale possa aprire le ali completamente in ogni direzione e questo, per una Ara significa almeno un metro per lato: ma tale misura è largamente insufficiente perché la gabbia, oltre ad ospitare fisicamente un pappagallo, deve consentirgli movimento e un minimo di attività ed ospitare le ciotole (mai meno di 4, fra acqua, estrusi, semi e cibo fresco) e soprattutto arricchimento ambientale. Molto meglio sarebbe poter dedicare al proprio pappagallo una piccola stanza attrezzata per lui, magari comunicante attraverso una finestra con una volierina esterna dove esporsi al sole e alla pioggia e giocare liberamente senza timore di danni alle suppellettili di casa.

Le Ara hanno bisogno di un costante rifornimento di giochi da manipolare, altri giochi e rami freschi da distruggere, nonché di essere impegnate in foraging e problem solving. I trespoli della gabbia devono essere di legno naturale proprio perché essi verranno rosicchiati! Scegliete naturalmente essenze non tossiche, come le seguenti:
-Pioppo
- Salice
- Eucalipto
- Olivo
- Faggio
- Olmo
- Quercia
- Tiglio
- Castagno
- Nocciolo
- Gelso
- Pino e Abete (che si possono usare ma dopo qualche mese di stagionatura per evitare eccesso di resina)
Le stesse essenze sono utilizzabili come rami da rosicchiare, di cui è necessaria una fornitura costante.
Si possono fornire anche cassette della frutta, tubi di cartone, noci di cocco, pigne, giocattoli resistenti per cani di grande taglia oltre naturalmente ai giochi appositi per pappagalli: attenzione però che molti giochi per pappagalli non sono realmente sicuri. Accertatevi che i giochi non contengano particelle piccole ingeribili, moschettoni in cui possa entrare il becco o un piede, e parti di metallo che non sia acciaio inox. Consiglio di rivolgersi ad un buon artigiano specializzato e di evitare prodotti cinesi a buon mercato.
E’ anche utile informarsi sul foraging, sui giochi di attivazione mentale e problem solving e, se davvero vogliamo iniziare un percorso impegnativo ma di grande soddisfazione, sul volo libero: quest’ultima disciplina è molto in voga negli ultimi anni e le Ara sono sicuramente fra le specie più adatte ad essa, ma attenzione a non affidarvi a trainer improvvisati che utilizzano tecniche di condizionamento basate su premi e punizioni, perché le Ara sono molto sensibili agli effetti negativi di questo approccio.


 

dott. Alessandro Melillo

Specialista in Patologia Aviare, del Coniglio e della Selvaggina
GP Cert "Exotic animals"