Con pododermatite si intende un complesso di alterazioni patologiche a carico della cute delle zampe di conigli e cavie, che diventa infiammata, ulcerata e si infetta, causando dolore e ostacolo alla mobilità: tale infezione può estendersi dalla cute ai tessuti sottostanti, fino all’osso, determinando permanente invalidità.

Conigli e Cavie sono predisposti a questo problema per ragioni prima di tutto anatomiche. I loro piedi non sono protetti da cuscinetti come quelli di cani e gatti, per cominciare, ma nel Coniglio c’è solo la pelliccia che riveste la cute, anche inferiormente, e subito sotto la cute le ossa e i tendini del piede, senza significativo tessuto molle (muscolo, grasso, connettivo) ad ammortizzare la frizione fra osso e pelle. Questo perché in natura i conigli vivono su substrati morbidi (erba, terra smossa): ma in casa, vivendo su pavimenti duri o addirittura in gabbia, peggio se con fondo a rete, la cute si trova compressa fra il duro dell’osso e il duro del substrato, con conseguente ischemia, ossia scarsa circolazione del sangue. Un’altra causa è l’alterato appoggio: il coniglio normalmente appoggia sulle dita (in movimento) o su tutta la pianta del piede (a riposo) e su terreno naturale le unghie affondano nel substrato, consentendo al piede di stendersi completamente. Su terreno duro, invece, le unghie (spesso pure troppo lunghe) fanno da leva e spostano l’appoggio sul calcagno, invece che su tutta la pianta. A peggiorare le cose, proprio in quel punto c’è una piccola prominenza ossea che esercita particolare pressione: infatti le prime lesioni della pododermatite compaiono quasi sempre in quel punto.  I piedi della Cavia sono ancora più delicati perché nemmeno protetti dal pelo: infatti in questa specie la pododermatite è comunissima!

Altri fattori predisponenti sono: la taglia grande, il sovrappeso, lo scarso movimento, il trauma cronico (fondo di rete o abrasivo in generale, ma anche il battere troppo spesso il piede in soggetti ansiosi e stressati), la lettiera sporca e, nella Cavia, anche la carenza di vitamina C.

La pododermatite si divide in tre stadi:
1) perdita di pelo localmente, ispessimento della cute. Questo primo stadio è comunissimo, non crea ancora dolore all’animale, ed è reversibile se si interviene sulle cause.


2) callosità, arrossamento, gonfiore, rottura della cute con sanguinamento, infezioni secondarie. A questo stadio il paziente è dolorante e riluttante al movimento


3) cute ispessita e crostosa, ulcere, piaghe da decubito, suppurazione, approfondimento ai tessuti sottostanti. A questo stato la prognosi è riservata e addirittura infausta per la vita del paziente. Una radiografia a questo stadio è necessaria per capire le reali prospettive terapeutiche.

  

foto da pododermatite nella CAVIA: 

 

Curare la pododermatite è possibile ma piuttosto lungo e con esito incerto. I cardini della terapia sono:

1) modifica dello stile di vita, con alimentazione corretta e giusto movimento
2) terapia sistemica, con antibiotici (meglio se scelti dopo antibiogramma dalle lesioni e per lungo periodo, anche diversi mesi) antinfiammatori, promotori della circolazione periferica
3) terapia locale, con bendaggi, creme e pomate, prodotti cicatrizzanti per ulcere da decubito nonché laserterapia

Si tratta in ogni caso di terapie lunghe, fastidiose, e ad esito incerto. E’ quindi molto importante focalizzarsi sulla prevenzione.

Cardini della prevenzione della pododermatite sono:

  1. Corretta alimentazione, per evitare il sovrappeso e favorire il microcircolo. Soprattutto nella Cavia, una alimentazione troppo ricca di glucidi e di calorie porta all’infiammazione dei tessuti del piede in maniera simile a quanto accade negli Equidi, ad esempio.
  2. Appropriato spazio a disposizione ed arricchimento ambientale per mantenere attività fisica e mentale e stimolare al movimento.
  3. Un substrato corretto sia nei luoghi di riposo che in quelli di attività. Parliamo di corretta lettiera  (esempio Carefresh oppure Fresh News piccoli animali )– morbida e non abrasiva, soprattutto per le cavie che passano più tempo in ambiente confinato rispetto ai conigli – e sempre pulita. A questo scopo sono molto indicati dei tappetini lavabili e riutilizzabili, che oltre a garantire confort ed igiene al nostro amico dai piedi delicati, ci aiutano a rispettare l’ambiente non producendo più rifiuti del necessario.

dott. Alessandro Melillo

Specialista in Patologia Aviare, del Coniglio e della Selvaggina
GP Cert "Exotic animals"