La diffusione del coniglio come animale da compagnia ha causato la comparsa sul mercato di molti prodotti destinati alla sua alimentazione, come pure di approfondimenti sulla sua fisiologia alimentare e su come debba essere la sua corretta nutrizione, approfondimenti spesso non pienamente compresi da parte delle molte persone interessate al benessere di questo delizioso compagno e quindi trasformati in teorie inesatte e a volte addirittura dannose.

Chi si avventuri per la prima volta nel mondo del coniglio si trova quindi spesso in imbarazzo fra tante campane diverse senza sapere chi ascoltare. Proviamo a fare un po' di chiarezza.

Cominciamo col ribadire una affermazione sentita e strasentita, ossia che il coniglio è un erbivoro stretto. Questo vuol dire che il suo organismo è adattato per trarre energia da materiale organico per noi indigeribile - la cellulosa - e funziona quindi in maniera molto diversa rispetto al corpo nostro o di un cane o gatto. La prima di queste differenze sta nel fatto che l'erbivoro si nutre di un alimento molto poco nutriente e quindi per ricevere sufficienti calorie deve ingerirne grandi quantità, ossia deve mangiare molte ore al giorno: a questo scopo ha sviluppato i denti a crescita continua, che si rinnovano continuamente pur essendo costantemente consumati dalla masticazione di alimenti abrasivi come erba, foglie, cortecce.

Se noi gli forniamo eccessive quantità di alimento calorico - semi, cereali, frutta, prodotti da forno, mangimi di concezione antiquata - le possibilità sono due: o il coniglio continua a mangiare molte ore al giorno, come la sua natura vuole, e allora avremo obesità, diarrea intermittente, fegato affaticato e simili patologie da ipernutrizione; oppure smetterà quando si sentirà sazio, e allora il mancato consumo dei denti lo predisporrà , insieme ad altre cose, a patologie dentali e malocclusione. Quindi va tenuto a mente che se per noi un pasto ideale è rappresentato da un volume modesto di cibi nutrienti, per il coniglio al contrario il volume è più importante della qualità.

Il cibo che soddisfa questa esigenza è il FIENO: da molti spesso visto come qualcosa di povero, di complementare, qualcosa che il coniglio è obbligato a mangiare, un sorta di privazione.

Invece esso va considerato l' ALIMENTO PRINCIPALE, più naturale per il nostro coniglietto: è importante mantenere sempre vivo l'interesse e l'appetito per il fieno, scegliendolo di buona qualità - ossia verde, fresco, profumato - e non limitandoci ad una sola marca ma comprandone diverse e mescolandole/alternandole. E' forse la cosa su cui è più indicato spendere qualche soldo in più nel formulare la razione del coniglio: ogni giorno un coniglio dovrebbe consumare circa il volume del suo corpo in buon fieno variato e profumato!

Un altro concetto da richiamare alla mente è quello di piramide alimentare. Nell'ecosistema alle piante spetta il compito di trasformare la sostanza inorganica del terreno in sostanza organica e quindi nutrimento. Gli erbivori si nutrono di esse e concentrano i nutrienti nei loro corpi: ne consegue che ad un predatore basta nutrirsi della sua preda per avere un pasto completo, mentre un erbivoro ha bisogno di attingere ad una grande quantità di vegetali diversi per soddisfare le sue esigenze. Le piante erbacee alimento naturale del coniglio a noi appaiono genericamente "erba" ma in realtà sono un mondo di essenze diverse, con diverso sapore e qualità nutrizionali a seconda della specie, dello stato di maturazione, del terreno su cui crescono etc etc. Ne consegue che il coniglio ha bisogno sia fisiologicamente che psicologicamente di una dieta variata: l'alimento che soddisfa questa esigenza sono LE VERDURE.