Ancora molti pappagalli soffrono di patologie legate alla malnutrizione a causa di due concetti errati ma profondamente radicati: il fatto che i pappagalli mangino prevalentemente semi e noci e che la stessa alimentazione vada bene per tutte le specie.

In realtà la maggior parte dei pappagalli si nutre prevalentemente di frutta, germogli, fiori, legumi, semi freschi e solo in minima parte di semi secchi, con l’eccezione di poche specie eminentemente deserticole come calopsitte ed ondulati: inoltre ogni specie ha le sue esigenze alimentari, che possono essere anche marcatamente diverse.

Un’altra abitudine da abbandonare è quella di considerare i pappagalli dei grossi canarini, che vivono in una gabbietta con una mangiatoia di semi attaccata: al contrario essi devono ricevere più pasti al giorno, di alimenti diversi.

Per comprendere il modo di alimentarsi naturale dei pappagalli, ricordiamo un attimo il loro ruolo biologico nella foresta da cui provengono: in natura il pappagallo “serve” da disseminatore delle piante della foresta, muovendosi fra gli alberi e assaggiando decine di qualità di frutti, bacche e baccelli vari, mangiandone una parte e lasciando cadere il resto. Da questo apparente spreco che cade al suolo nascono nuove piante e la foresta si rinnova. Per questo motivo è necessario che i pappagalli abbiano a disposizione una certa varietà di alimenti fra cui scegliere, curando naturalmente che essi siano sani, nutrienti ed adatti alla specie, ed in quantità tale da consentire l’espressione di questo naturale comportamento di selezione.

Le specie più comunemente tenute come pet – cenerini, amazzoni, ara, cacatua – sono tendenzialmente onnivore ed hanno bisogno di una dieta variata, che comprenda frutta, verdura, semi, noci, cereali e legumi: le proporzioni fra questi alimenti saranno diverse per soddisfare le diverse esigenze, soprattutto a livello di grassi e proteine.

I pappagalli riceveranno quindi tutte le mattine una porzione di FRUTTA E VERDURA miste a tocchetti (mela pera banana uva mandarino arancia fichi datteri papaia mango melone anguria ciliegie albicocca pesca fragola melograno…. nonché finocchio, sedano, insalate varie, fagiolini corallo, cicoria, pomodori….) in ragione di almeno il 15% del peso corporeo ossia 50-70 gr per i pappagalli di taglia media fino a 150-200 gr per le grandi Ara.

Altra parte fondamentale della razione sarà costituita da un minestrone di CEREALI cotti (grano, orzo, farro, avena, riso integrale, mais, pasta, grano saraceno, miglio, quinoa….) LEGUMI cotti (ceci, piselli, lenticchie, fagioli….) e VERDURE cotte come zucchina, zucca, carota, broccoli e cavoli, in ragione di uno – tre cucchiai colmi a seconda della taglia: questo minestrone può essere condito con un po’ d’olio d’oliva. Comodo l’uso delle zuppe secche ad uso umano; anche i legumi in scatola, accuratamente risciacquati, possono essere usati in caso di emergenza.

Questi alimenti freschi saranno opportunamente presentati al mattino e il pappagallo potrà impiegare ore ad investigare e scegliere di volta in volta cosa mangiare: è utile che come topping della ciotola del mattino venga fornito una parte della razione di grassi, ad esempio un po’ di noce, mandorla o girasole che fornisce immediata gratificazione dopo il digiuno notturno.

I SEMI SECCHI, in miscele variamente assortite a seconda della specie, non vanno demonizzati: se non vengono usati come unica fonte alimentare essi costituiscono un utile arricchimento per aggiungere varietà e piacere alla razione. Si raccomanda l’impiego di miscele di elevata qualità, con semi depolverati e privi di parassiti e di residui polverosi sul fondo, che spesso contengono elevate quantità di spore e di micotossine. I semi sono idealmente somministrati la sera, magari come parte del “rituale di buonanotte”, in ragione di un cucchiaio scarso per le specie di taglia media, uno e mezzo/due per quelle di grande taglia.

La FRUTTA SECCA (noci, nocciole, mandorle, noci brasiliane, macadamia…) è molto appetita e ricca di principi nutrizionali, ma per l’elevato valore calorico e lipidico va somministrata con parsimonia. Le specie che richiedono alimentazione povera di grassi, come le Amazzoni o i Cacatua di piccola, media taglia, non dovranno riceverne che modeste quantità (es. mezza noce o una nocciola non più di un paio di volte la settimana, laddove specie che necessitano di elevati tenori di grassi nella dieta, come i Cenerini o ancora di più le Ara, ne riceveranno tre o quattro quotidianamente. Sebbene appetite, le arachidi dovrebbero essere evitate, visto il valore nutrizionale modesto rispetto alle altre qualità di frutta secca e la frequente contaminazione con spore di Aspergillus.

Una importante innovazione, che ha di molto semplificato il fornire una alimentazione equilibrata ai pappagalli, è stata l’introduzione degli ESTRUSI. Con questo nome si indica una varietà di alimenti formulati in forma di crocchette o pellet (diverse tecniche di produzione) prodotti a partire da miscele di materie prime combinate a formare una razione bilanciata ed adeguata alle esigenze nutrizionali delle varie specie. Non tutti gli estrusi sono uguali in qualità ed appetibilità: si raccomanda di scegliere prodotti di elevata qualità, prodotti a partire da materie prime biologiche, prive di coloranti e conservanti artificiali, e che siano stati testati dalla casa produttrice per anni su diverse specie di pappagalli prima di essere lanciati sul mercato. Gli estrusi hanno il grande vantaggio di rendere agevole il fornire proteine, grassi, vitamine e minerali in maniera equilibrata e sicuramente sono una scelta preferibile rispetto all’alimentare i pappagalli a base di miscele di semi secchi: presentano però il grave limite di essere monotoni e noiosi da mangiare giorno dopo giorno. Per ovviare a questo problema, importante per animali intelligenti come i pappagalli, si consiglia di usare gli estrusi come parte della razione, integrandoli con gli alimenti freschi come descritto sopra. Se usati come unica fonte alimentare di solito se ne somministra il 10-15% del peso corporeo al giorno, se invece si fornisce una razione mista sarà sufficiente lasciare il 5-10% in una ciotolina a disposizione del pappagallo, che li sgranocchierà fra un pasto e l’altro.

Alcune specie di pappagalli hanno esigenze alimentari particolari. Fra quelli tenuti come pet, gli unici abbastanza comuni sono i LORI. In natura questo gruppo di pappagalli è primariamente nettarivoro, ossia di nutre di nettare e polline che preleva direttamente dai fiori con la lingua particolarmente modificata, lunga e simile ad una spazzola. La razione speciale per questi Uccelli, ricca di carboidrati, relativamente scarsa di proteine e poverissima di grassi, si realizza fornendo come base specifici preparati in polvere (detti “nettare”) che si possono fornire sia sciolti in acqua tiepida che asciutti: il preparato verrà integrato con frutta in abbondanza, miele e polline. Alcune specie, ad esempio i Lorichetti arcobaleno, possono assumere anche una certa quantità di estrusi e perfino qualche seme; per altre invece la dieta asciutta è molto dannosa, quindi si raccomanda di informarsi bene dal proprio Veterinario aviare per nutrire correttamente i propri Lori.

In generale queste indicazioni dietetiche sono pensate per animali sani e mantenuti in ambiente temperato e senza necessità particolari. I fabbisogno nutrizionali di pappagalli tenuti all’aperto durante la stagione fredda, in riproduzione, oppure con patologie in corso, possono essere significativamente differenti: si raccomanda quindi di confrontarsi col proprio Veterinario aviare per la formulazione del piano dietetico specifico per il proprio pappagallo.

dott. Alessandro Melillo

Specialista in Patologia Aviare, del Coniglio e della Selvaggina
GP Cert "Exotic animals"