Più conosciamo il coniglio come animale da compagnia, più ci rendiamo conto che è un animale socievole, sensibile, attivo ed intelligente. Un animale così non può essere felice soltanto perché ha cibo a volontà e un riparo per dormire, ma necessita di una vita più ricca e piena: e fornire tale arricchimento è una nostra responsabilità, esattamente come fornire cibo, riparo e cure mediche.

La vita di un coniglio in natura è rischiosa: bisogna uscire al pascolo per ore, esponendosi a decine di predatori diversi; bisogna combattere per ritagliarsi un territorio, convincere delle coniglie a seguirlo, proteggerle mentre loro scavano le tane dove partoriranno. Il cibo e l’acqua possono scarseggiare, ogni malattia può essere mortale, e bisogna imparare a relazionarsi con tanti individui della stessa o di altre specie.

Di converso, la vita domestica è sicura: cibo acqua e riparo sono sempre a portata di mano, le malattie vengono curate e le poche interazioni sociali accuratamente sorvegliate. Proprio per questo però è incredibilmente noiosa. La noia induce stress e tanti comportamenti patologici: rosicchiamento compulsivo, leccamento del pelo, aggressività, depressione. Si è quindi sviluppata la scienza dell’arricchimento ambientale, inteso come il complesso delle modificazioni dell’ambiente che stimolano il cervello degli animali dal punto di vista individuale o sociale.

La prima cosa per pianificare un arricchimento ambientale per un animale è conoscere il suo comportamento naturale: cosa fa un coniglio in natura? Chiaramente offrirgli rami su cui arrampicarsi o acqua in cui nuotare non sarebbe di nessuna utilità: viceversa dobbiamo fornirgli opportunità di replicare comportamenti naturali: scavare, pascolare, esplorare un ambiente articolato che richiami il sistema di tane e di cunicoli in cui vivrebbe in natura.

  1. Differenti substrati su cui camminare: possono essere naturali, come differenti tipi di truciolo, corteccine, derivati della lavorazione della canapa, del lino o di altri vegetali, ma anche stuoie di cocco o di altri vegetali, cartone, tappetini antisdrucciolo, traverse assorbenti lavabili: è importante controllare inizialmente che il coniglio non sia attratto a rosicchiare ed ingerire materiali artificiali e, in caso, sostituirli con altri non pericolosi.
  2. La possibilità di scavare: se c’è la possibilità di accesso all’esterno ciò può essere consentito in grandi casse riempite di terra e sabbia, ma dentro casa questo è spesso poco praticabile. Molto utile allora ricorrere ad una apposita scatola con due buchi nel coperchio, ingresso e uscita, in cui si può mettere una piccola quantità di sabbia, che il nostro coniglio potrà scavare senza spargerla per tutta la casa, mentre noi potremmo partecipare del suo divertimento attraverso una parete trasparente.
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  3. Tunnel e scatole: un articolato sistema di casette, tunnel, scatole e simili richiama molto la “casa” naturale del coniglio, ossia il sistema di tane sotterranee che viene chiamato conigliera. Si possono usare tunnel morbidi in tessuto oppure rigidi in fibra vegetale, che possono anche essere rosicchiati, come pure tubi di plastica di calibro adeguato o anche vasi di terracotta opportunamente adattati. Anche di casette se ne trovano in commercio diversi modelli, alcune anche di materiale commestibile: i conigli le accettano volentieri se hanno almeno due aperture perché, come tutte le prede, odiano i vicoli ciechi.
  4. Foraging 1: fornire diversi tipi di fieno, di pellet e di verdure, a rotazione. Soprattutto per il fieno, ciò mantiene vivo l’interesse per questo fondamentale alimento.
  5. Foraging 2: nascondere alcune leccornie – frutta e verdura disidratata, pellet, erbe aromatiche – in uno scatolone basso o vassoio profondo pieno di materiale non alimentare, come strisce di carta, oppure paglia grossolana, legnetti. Il coniglio impiegherà tempo ed energie per trovarli e separarli dal materiale non alimentare, proprio come in natura.
  6. Foraging 3: fornire il fieno in contenitori sempre diversi. Fieniere di vario tipo, palle di rete, canestri di vimini, mangiatoie di legno o metallo: cambiando contenitore e qualità di fieno potete creare molte diverse combinazioni.
  7. Foraging 4: usare palle o rastrelliere di rete metallica in cui chiudere le verdure che dovranno essere tirare fuori attraverso le maglie e appenderle in diversi punti della casa, oppure appendere direttamente mazzetti di erbe diverse, sia selvatiche che coltivate.
  8. Foraging 5: nascondere leccornie in cilindri forati di plastica o di cartone, le cui estremità saranno poi tappate con materiale non alimentare, lasciando al coniglio il compito di aprire il pacchetto e recuperare il premio.
  9. “will work for food”: spesso questo arricchimento viene visto come una violenza, una imposizione ai propri animali, ma è un pregiudizio errato ed in realtà, se il training viene fatto in maniera corretta, è non solo gradito ma estremamente benefico. Si è visto che i ratti in laboratorio fra cibo a libera disposizione e il medesimo cibo rilasciato da un distributore che andava attivato con una leva, scelgono invariabilmente quello ottenuto premendo la leva. Tutti gli animali hanno una forte motivazione ad agire per ottenere il cibo ed il coniglio non fa eccezione: l’importante è non affamare l’animale per forzare i risultati del training ma tenere bene a mente che l’obbiettivo non è il risultato, ma il puro e semplice imparare cose nuove insieme. Correre, saltare, passare in tunnel sono tutti comportamenti naturali e graditi al coniglio, per cui l’agility può essere un ottimo training per questi animali.
  10. Materiali da rosicchiare e manipolare con labbra e denti: rami, cortecce, palline di diverse essenze di legno, corteccia, erbe essiccate intrecciate, palline di plastica dura con all’interno sonagli o leccornie.
  11. Ambiente sociale sicuro ma stimolante: se appena possibile tenere almeno due conigli affiatati fra loro, oppure valutare la compagnia di specie compatibili come cavie o, a volte, gatti; imparare a giocare con il proprio coniglio e a condividere attività, non limitandosi a nutrirlo e a coccolarlo.

In linea di massima possiamo ottenere un arricchimento ottimale per dei conigli da compagnia se:

  • Forniamo un nuovo gioco almeno una volta al mese
  • Eseguiamo almeno 3 sedute di training/arricchimento a settimana
  • Non riproponiamo lo stesso oggetto di arricchimento prima di 3 giorni
  • Cambiamo qualcosa nell’ambiente almeno mensilmente: non effettuare cambi radicali, (possono essere stressanti per il coniglio che basa molta della sua sicurezza sulla conoscenza perfetta dei percorsi di fuga), ma inserire/spostare una nuova scala, un ponte, un tunnel, la scatola di scavo mensilmente, magari cambiando a rotazione una porzione dell’habitat e lasciando invariato il resto
  • Circa il 50% della razione quotidiana viene somministrata a seguito di “lavoro” (foraging, giochi di attivazione mentale, training…)

Sarete sorpresi da quanto potrà diventare ricca e soddisfacente la relazione con il vostro coniglio se saprete stimolare la sua mente e coinvolgerlo in attività divertenti, invece di limitarvi a nutrirlo, pulirlo e coccolarlo.

dott. Alessandro Melillo

Specialista in Patologia Aviare, del Coniglio e della Selvaggina
GP Cert "Exotic animals"